Massimo Agostini – medico igienista

Elisabetta Benedetti – psicologo – funzionario ARS Regione Marche

Miria De Santis – assistente sanitaria – Presidente sezione Marche AsNAS

Tiziano Ficcadenti – tecnico della prevenzione DP – ASUR AV4

Francesca Fratello – assistente sanitaria – DP ASUR AV4

Anna Rita Pelliccioni – medico del lavoro e igienista

Catia Pieroni – TdP – Direttore ADP corso Tecniche della Prevenzione Univpm

Renato Rossini – tecnico della prevenzione DP – ASUR AV2

Giuliano Tagliavento – medico del lavoro e igienista

Adelchi Vaccaro – medico veterinario

 

 

L’attuale pandemia ha evidenziato ancora una volta, ed in misura maggiore del passato, come il Servizio Sanitario Regionale (SSR) sia in grado di fornire risposte adeguate ai cittadini solo se “godono di buona salute” tutte le tre macroaree organizzative che corrispondono alle aree di intervento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) nato dalla riforma del 1978:

  • Area dell’Assistenza ospedaliera
  • Area dell’Assistenza territoriale
  • Area della Prevenzione collettiva

Purtroppo, a oggi, tutte queste aree non godono di “buona salute”, nelle Marche come nel resto di Italia.

Tra le tante concause hanno certamente avuto un peso determinante le leggi sbagliate che, in particolare dal 2008 al 2018, in modo parziale o totale, hanno bloccato il turn over di personale  del SSN riducendolo quantitativamente – in più casi – oltre limiti accettabili di efficientamento, ed impedendo il fisiologico processo di “apprendimento per affiancamento”, tra giovani ed anziani, che nella sanità ha un valore inestimabile per mantenere costante la qualità dei servizi erogati.

A fianco vanno ricordati i gravi errori di programmazione relativi al fabbisogno di laureati nelle discipline necessarie per il buon funzionamento del SSN. Errori di ieri che comportano oggi difficoltà enormi per reperire nuovi laureati e specializzati.

La Prevenzione Collettiva è fatta principalmente di uomini e donne, medici, veterinari, assistenti sanitari, infermieri, tecnici della prevenzione, dietisti, psicologi, sociologi, chimici, biologi, ingegneri, amministrativi, informatici, ovvero “Risorse Umane”, senza le quali è impossibile garantire quanto previsto nei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA Marzo 2017) della Prevenzione Collettiva ed essere in grado di rispondere alle sempre più frequenti emergenze di Sanità Pubblica.

Nella nostra regione, le Marche, dove l’ossatura organizzativa del SSR pubblico è ancora valida, invertire il declino è possibile per tutte le aree e, per l’area della Prevenzione Collettiva, è possibile anche con impegni finanziari contenuti rispetto al totale delle spese del SSR, essendo storicamente la spesa per queste attività molto inferiore al riferimento nazionale del 5% del Fondo Sanitario Regionale (FSR) che dovrebbe e potrebbe essere utilizzato.

Si propongono 10 azioni (+1), concretamente fattibili, per una Prevenzione più forte e più tutelante per la popolazione e, come sta dimostrando inequivocabilmente l’esperienza COVID-19, anche per le altre aree di intervento del SSR.

 

PREVENZIONE 10 +

Una Prevenzione collettiva in buona salute per la buona salute di tutti i cittadini

 

  1. “La salute in tutte le politiche con il prossimo Piano Regionale della Prevenzione 2020 – 2025”

La scrittura del prossimo Piano Regionale della Prevenzione, in applicazione di quello nazionale recentemente approvato con Accordo Stato Regioni dell’8.8.2020, è l’occasione per costruire, in modo partecipato, lo strumento legislativo guida per integrare i principi della Prevenzione Collettiva trasversalmente a tutte le politiche regionali e rendere concreto l’approccio “salute in tutte le politiche”.

 

  1. Il 5% del Fondo Sanitario Regionale alla Prevenzione collettiva: “Finanziamento certo, certezza e trasparenza di utilizzo per la prevenzione”

Aggiornare e definire con precisione le funzioni riconducibili all’area della prevenzione collettiva e conseguentemente modificare gli attuali sistemi di controllo di gestione per consentire l’assegnazione di risorse finalizzate ed il monitoraggio dell’utilizzo corretto delle stesse, al fine di una più efficace e trasparente gestione della quota del Fondo Sanitario Regionale destinata alla Prevenzione.

 

  1. “1000 operatori per la prevenzione collettiva”

1000 operatori, ovvero il 5% del totale dei dipendenti del SSR: Gli operatori dei Dipartimenti di Prevenzione erano 900 unità nel 2007 ma questo numero è sceso fino a raggiungere le 760 unità alla data del 1 gennaio 2020. Ripristinare le risorse umane dei Dipartimenti di Prevenzione, tornando almeno alle 900 unità del 2007, è indispensabile per poter rispondere ai nuovi LEA, che hanno aumentato quali-quantitativamente l’area di azione della Prevenzione Collettiva, ed essere in grado di rispondere alle sempre più frequenti emergenze di Sanità Pubblica .

 

  1. “Sedi adeguate per un’accoglienza migliore e sicura”

Attuare un piano complessivo di razionalizzazione e adeguamento logistico delle sedi centrali e territoriali dei Dipartimenti di Prevenzione, volto al miglioramento della accoglienza dell’utenza ed all’adeguamento alle normative di salute e sicurezza degli operatori.

 

  1. “Monitorare i fenomeni prontamente per reagire rapidamente”

Attuare un piano regionale di adeguamento dei sistemi hardware e software per la gestione dei flussi informativi finalizzati alla prevenzione collettiva, compresi quelli per la gestione ed il monitoraggio delle maxi emergenze di sanità pubblica.

 

  1. “Ascoltare per comunicare meglio ed insegnare ad evitare le bufale”

Attuare un programma organico di comunicazione rivolto alla popolazione per il miglioramento della efficacia della informazione, il coinvolgimento dei cittadini (sin dall’età scolare e “lungo tutto l’arco della vita”) e il contrasto al fenomeno della disinformazione di carattere sanitario e delle fake news, in forte aumento sulle tematiche di sanità pubblica.

 

  1. “Protezione Civile e Sanità Pubblica insieme: rafforzare una bella storia marchigiana”

Consolidamento ed implementazione dei programmi di integrazione operativa con Protezione Civile per la gestione degli aspetti di Sanità Pubblica umana e veterinaria nelle Maxi emergenze, secondo un modello di intervento che ha già fornito prova di efficacia in molte occasioni.

 

  1. “ARPA – ASUR”: insieme per la prevenzione dei rischi ambientali”

Aggiornare la organizzazione integrata Dipartimenti di Prevenzione ASUR / ARPA per la gestione della valutazione preventiva e del controllo dei rischi per la salute di origine ambientale e attuazione di protocolli per la gestione delle emergenze ambientali con ricadute potenziali sulla salute della popolazione

 

  1. “Epidemiologia, Screening oncologici, Promozione della salute, Igiene industriale, Comunicazione del rischio: farle crescere perché la prevenzione cresca”

Revisionare la organizzazione a rete dei Dipartimenti di Prevenzione delle AA.VV. ASUR con rafforzamento di hub con valenza ASUR per lo sviluppo ed il coordinamento della gestione delle funzioni di Epidemiologia, Screening Oncologici, Promozione della Salute, Igiene Industriale, Comunicazione del rischio, oggi ancora sottodimensionate rispetto alle necessità attuali ed ancor di più di prospettiva.

 

  1. “Una Regione che crede nella prevenzione collettiva”

Ridisegnare integrandole e potenziare le funzioni di Sanità Pubblica ed Epidemiologia nell’ambito del complessivo assetto della Sanità della Regione Marche.

 

+1. Proteggere gli operatori della salute per proteggere la salute di tutti

 

L’attuale pandemia da Covid-19 ha dimostrato che salute, sicurezza e benessere dei lavoratori della sanità sono un bene comune per garantire la salute dei cittadini tutti. Analizzare, potenziare e creare un coordinamento dei Servizi di Prevenzione e Protezione delle aziende del SSR, così come facilitare la strutturazione di una rete degli RR.LL.SS della sanità, sono necessità urgenti.