Marcello Bozzi, Infermiere Dirigente

 

Presentazione del post

 

Di recente abbiamo pubblicato un post del mio amico Marcello Bozzi, infermiere dirigente dal curriculum importante ed in continuo aggiornamento. I suoi contributi spaziano e spazieranno su temi diversi, ma con una costante attenzione al tema del riconoscimento del ruolo dei vari professionisti della sanità, a partire da quello dell’infermiere per la cui valorizzazione Marcello ha speso una intera vita professionale e sindacale. Oggi ospitiamo un suo contributo sulla pericolosa conflittualità che alcuni medici alimentano sulle attività che a loro parere in modo inappropriato altri professionisti farebbero al loro posto. La parola ancora una volta a Marcello.

 

Il post di Marcello

 

Nei social si trovano spesso post interessanti che ci forniscono l’opportunità di riflettere sul ruolo dei diversi professionisti della sanità. E’ questo il caso di un post di un medico che ha

Invitato a segnalare al NAS – Comando di Roma – eventuali professionisti non medici impegnati nell’esecuzione di tamponi rinoferingei. L’autore non è nuovo a note o commenti “folcloristici” che compaiono anche su riviste di settore come l’ottimo Quotidiano Sanità. Ma ogni posizione, ancorchè sbagliata nei toni e nei contenuti, può essere una occasione di riflessione perché forse espressione di un pensiero più diffuso di quello che uno è portato ad immaginare.

 

Nel caso specifico il “nostro” medico, sicuramente stimatissimo professionista, evidenza una ignoranza (nel senso nobile del termine, intendendo con ciò “la mancanza di conoscenza”) relativamente alle norme che regolamentano e disciplinano le professioni sanitarie, ai cambiamenti pesantissimi che hanno interessato i percorsi formativi delle stesse professioni e alle normative che regolamentano e disciplinano sia il Sistema, sia le Professioni Sanitarie.

 

Può essere comprensibile che un Dirigente Medico, molto concentrato sulle azioni quotidiane, sempre di alto valore, complessità  e responsabilità, riservi poca attenzione a quello che gli ruota intorno … ma fa male!!  Perché il sistema è multi-professionale e multi-disciplinare e il lavoro di ognuno è interdipendente dal lavoro di altri, tutti con autonomia e responsabilità propria, con l’assoluta necessità di definire le azioni ed i professionisti di riferimento, tenuto conto sia delle caratterizzazioni e specificità professionali, sia delle competenze (certificate) dei singoli.  Anche i  principi fissati dalla l. 24/2017 (Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonche’ in materia di responsabilita’ professionale degli esercenti le professioni sanitarie) mirano proprio a favorire lo sviluppo di nuovi modelli organizzativi ed operativi che si traducono nella definizione e condivisione di progetti, percorsi e processi, tenuto conto delle evidenze scientifiche, metodologiche e clinico-assistenziali, e nella loro tracciabilità, a tutela e garanzia degli utenti e degli stessi professionisti.

 

Di contro, non è comprensibile l’atteggiamento di tutti coloro che (voglio sperare involontariamente) calpestano la dignità e la professionalità di altri professionisti, senza conoscere i ruoli e le responsabilità, con l’unica certezza (sbagliata) dell’organizzazione verticistica, mentre il management moderno privilegia l’organizzazione “a matrice” (orizzontale).

 

Ancora meno comprensibile il comportamento dei singoli che ignorano il contenuto di passi fondamentale del proprio Codice Deontologico.  In particolare i riferimenti sono l’Art. 66 del C.D. del Medico che recita “Il medico si adopera per favorire la collaborazione, la condivisione e l’integrazione fra tutti i professionisti sanitari coinvolti nel processo di assistenza e di cura, nel rispetto delle reciproche competenze, autonomie e correlate responsabilita.   Il medico sostiene la formazione interprofessionale, il miglioramento delle organizzazioni sanitarie nel rispetto delle attività riservate e delle funzioni assegnate e svolte e l’osservanza delle regole deontologiche”, che fa “il paio” con l’Art. 12 del C.D. dell’infermiere, e l’Art. 55 – Informazione Sanitaria – che recita “Il medico promuove e attua un’informazione sanitaria accessibile, trasparente, rigorosa e prudente, fondata sulle conoscenze scientifiche acquisite e non divulga notizie che alimentino aspettative o timori infondati o, in ogni caso, idonee a determinare un pregiudizio dell’interesse generale. … omissis …”

 

Per una migliore conoscenza, e ad evitare informazioni distorte alla popolazione, il rapporto ISS n. 11/2020 – Raccomandazioni ad interim per il corretto prelievo, conservazione e analisi sul tampone rino/orofaringeo per la diagnosi di COVID-19, specifica “Il tampone rinofaringeo, richiede da parte di operatori sanitari una basilare conoscenza anatomica di questo distretto e della procedura per poter essere eseguito (video tutorial). Il prelievo viene eseguito in pochi secondi e ha un’invasività minima, originando al più un impercettibile fastidio nel punto di contatto. La semplicità del prelievo non significa però che possa essere eseguito da chiunque, ma da personale addestrato e specializzato che deve garantire la corretta esecuzione della procedura evitando sia la contaminazione del campione che la raccolta solo del tratto più esterno delle fosse nasali, procedura che inficerebbe il risultato del test molecolare”.

 

Richiamando ancora i Codici Deontologici, questi sono “strumenti regolatori” fondamentali per l’esercizio professionale, purtroppo non sempre valorizzati in maniera piena e corretta.

L’occasione è utile  per analizzare i parallelismi riscontrabili nei Codici Deontologici (CD) di Medici ed Infermieri, in particolare:

 

  • la cura e l’ assistenza – Artt. 3 e 4 di entrambi i Codici Deontologici;
  • la salute e l’ambiente – Art. 5 CD Medico e Art. 7 CD Infermiere;
  • la qualità professionale e gestionale – Art. 6 CD Medico e Artt. 10-30-31 CD Infermiere;
  • il governo clinico  e l’appropriatezza delle azioni ed interventi – Art. 13 CD Medico e Art. 32 CD Infermiere;
  • la sicurezza e la formazione – Art. 14 CD Medico e Art. 37 CD Infermiere;
  • la documentazione clinica – Art. 26 CD Medico e Art. 33 CD Infermiere;
  • le condivisioni – Art. 66 e indirizzi applicativi Art. 78 CD Medico e Art. 13 CD Infermiere.

 

In definitiva i Codici Deontologici di Medico e Infermiere auspicano o meglio obbligano interazioni, integrazioni e collaborazioni al più alto livello possibile, nel rispetto dei saperi, dei ruoli e delle responsabilità di ognuno, nonchè delle caratterizzazioni e specificità di ogni professione. La mancanza di rispetto ed i conflitti non servono a niente e a nessuno. Per fortuna ormai posizioni come quella dell’autore del post sono sempre più rare, ma i troppi like che quel tipo di post riceve ci fanno capire che la strada che porta al pieno riconoscimento del ruolo delle varie professioni che operano in sanità è ancora lunga e che più siamo a costruirla e meglio è.