di Giorgio Ascoli

Per cominciare un paio di citazioni

“La maggior parte di noi probabilmente non ha ancora capito, e lo farà presto, che le cose non torneranno alla normalità dopo qualche settimana, o addirittura dopo qualche mese. Alcune cose non torneranno mai più.” Gideon Lichfield sulla rivista del MIT (Massachusetts Institute of Technology)

“Vivremo contactless, non solo per effettuare i pagamenti, ma gradualmente in tutti gli aspetti della società post Coronavirus. È come se il virus stesse eliminando fisicamente e materialmente le ultime sacche di resistenza alla rivoluzione digitale, le persone anziane e i comportamenti analogici, completando definitivamente il rovesciamento radicale del vecchio mondo causato da Internet.” Christian Rocca Direttore IL Magazine, il mensile del Sole 24 Ore

 

E poi qualche idea su cui ragionare e sperimentare

Le soluzioni “tele” sono l’ideale per scopi di monitoraggio e / o prevenzione, e sono destinate a fornire assistenza a distanza per i pazienti con cronicità di condizioni (i pazienti anziani o singoli affetti da cronica patologia o disabilità) e pazienti con condizioni acute (per il monitoraggio infettivo COVID-19, post-chirurgico o post dimissione) particolarmente adatto per gli utenti con una conoscenza IT anche minima.

È necessario fornire una serie di dispositivi di misurazione biomedici che consenta agli utenti di eseguire alcune letture da una serie di dispositivi. Iniziamo con un saturimetro come nel nostro Progetto saturimetro Amico per poi integrarlo nel tempo a secondo delle esigenze che andremo a incontrare e tentare di risolvere (ad es. palmare ECG, sfigmomanometro, addirittura fonendoscopio digitale ecc.) (come quelli dell’immagine riportata in questo articolo).

Pensando al futuro prossimo nulla è (quasi) impensabile. Importante è arrivarci per gradi dopo aver completato il percorso del dispositivo precedente, certificato, provato, approvato, utilizzato in sorveglianza e poi adottato.

I dati ottenuti da ciascun dispositivo andranno automaticamente inviati dall’utente al proprio riferimento di Medicina Generale e con protocolli concordati successivamente e selettivamente inviati a un Centro specialistico di riferimento munito di database per l’archiviazione.

Bisognerà pensare prima alla distribuzione da parte dei MMG di questionari esemplificativi, scegliere la popolazione iniziale adatta a provare il sistema, testarlo e poi procedere una volta eliminate le criticità alla distribuzione più ampia.

Il telemonitoraggio mobile può essere utilizzato usando uno smartphone o se possibile un tablet. L’app misura i segni vitali usando un dispositivo (pulsossimetro, spirometro, ECG, glucometro, sfigmomanometro, ecc.), dati che  vengono quindi inviati al ricevente, il MMG e -quando indicato– al Centro specialistico di riferimento. Il dispositivo mobile e il dispositivo medico comunicano tramite Bluetooth (procedura di associazione Bluetooth semplice). Le letture vengono quindi inviate e archiviate sul lato server in modo sicuro e consultabile nel tempo per le letture successive su una eventuale piattaforma di telemedicina. La cronologia delle letture potrà creare un elenco completo di tutti i valori registrati ed essere nel caso associato ad una cartella medica online, già fin d’ora disponibile per i MMG e le cure primarie. Il sistema potrà essere implementato in un database più completo e acquisire i dati da un numero elevato dei dispositivi (peso, pressione sanguigna, frequenza cardiaca, ossimetria, spirometria, ECG, glicemia, PT / INR) e implementabile con ulteriori dati provenienti da altri dispositivi, addirittura da dispositivi ottici per dermatologia (video dermatoscopio, video capillaroscopio) e otologico (video otoscopio), auscultazione remota in tempo reale utilizzando un fonendoscopio digitale e altre applicazioni, che si stanno aggiungendo sempre più numerose.

 

Una considerazione

Prepariamoci ad una sorta di salto generazionale per pensare un Sistema Sanità diverso dall’attuale, non schiavo della tecnologia estrema, ma utilizzatore intelligente di quanto la nuova tecnologia ci ha già messo a disposizione. E comunque sarà sempre il rapporto umano tra operatori e cittadini a fare la differenza.  Ma in un sistema di relazioni arricchito dalla proattività del servizio (che non aspetta) e dalla sua capacità di “adeguarsi” ai tempi portando nella relazione di cura quegli strumenti che già operano nelle relazioni sociali. Anche in questi c’è del buono a cercarlo e a saperlo usare!

Tutto questo ci porterà a “pensare” un nuovo modello di Sanità Applicata e l’individuazione di un nuovo concetto di Ospedale.