Di Claudio M. Maffei, 25 settembre 2020 Premessa   Vi sono due recenti diversi spunti per parlare del ruolo dell’INRCA nella sanità marchigiana. Uno positivo ed uno negativo. Ma prima di entrare nel merito delle questioni sul tappeto, diamo qualche informazione sull’INRCA che ricaviamo per lo più dal sito dell’Istituto.   L’INRCA: un inquadramento istituzionale   L’acronimo INRCA sta per Istituto Nazionale di Riposo e Cura per Anziani. L’INRCA è un IRCCS e cioè un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico a rilevanza nazionale non trasformato in fondazione, dotato di personalita’ giuridica di diritto pubblico e autonomia amministrativa,
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di Claudio M. Maffei, 21 settembre 2020 Premessa al post Oggi che si parla tanto di infermiere di famiglia vale la pena di dare spazio a chi questo lavoro l’ha già fatto e allora ho deciso di recuperare una vecchia intervista a Franco Bonfranceschi uscita su un mio vecchio blog. Vecchia, ma non tanto, essendo del dicembre 2018. Franco è uno storico (ed attualissimo) protagonista delle attività di Tech4Care e qui di quale spazio migliore di questo per riprendere il suo racconto?   La “vecchia” intervista La Regione Marche ha come esigenza prioritaria quella di spostare il fulcro dell’assistenza dall’ospedale
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di Marcello Bozzi Presentazione del post e del suo autore (a cura di Claudio M. Maffei) Marcello Bozzi è un infermiere che oggi definiremmo “in quiescenza”, quiescenza meritata visto che è venuta (mi dice Marcello) dopo 43 anni e dieci mesi di attività visto che ha iniziato giovanissimo.  Riporto il suo curriculum per aiutare a capire il retroterra di esperienze che sta dietro alle cose che spero leggerete. Marcello ha iniziato con 10 anni di prima linea tra degenza e sala operatoria per poi passare a ruoli di tipo dirigenziale:  direzione dei servizi infermieristici (area del comparto), direzione didattica Scuola
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Di Lucio Luchetta, 14 settembre 2020 Presentazione dell’autore e del post (a cura di Claudio M. Maffei) Lucio Luchetta è un collega medico in pensione come me. Da sempre appassionato di sanità pubblica, al cui interno ha lavorato con incarichi dirigenziali importanti,  segue con particolare attenzione la problematica delle cosiddette aree interne da lui vissute “da dentro” da cittadino oltre che come professionista. Mi è sembrato utile dare circolazione ad un suo appunto sul tema dei presidi ospedalieri che dovrebbero dare una risposta a chi vive in aree, quelle interne, tanto belle da visitare quanto difficili da vivere per la
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di Claudio M. Maffei, 7 settembre 2020 (anche su Facebook) La campagna elettorale dei principali contendenti (sottolineo quindi: non di tutti) al ruolo di Presidente lascia davvero inquieti. Più o meno vengono promessi: massicci inserimenti di nuove figure professionali (gli infermieri di comunità), la riapertura dei Punti di Primo Intervento e di qualche piccolo ospedale riconvertito, il potenziamento dei Dipartimenti di Salute Mentale,  la valorizzazione di tutte le figure professionali, la non chiusura degli ospedali che dovrebbero confluire in un ospedale unico, il rafforzamento dei distretti… tutto e, se possibile, di più. Ma ovviamente tutto questo non è possibile e,
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Massimo Agostini – medico igienista Elisabetta Benedetti – psicologo – funzionario ARS Regione Marche Miria De Santis – assistente sanitaria – Presidente sezione Marche AsNAS Tiziano Ficcadenti – tecnico della prevenzione DP – ASUR AV4 Francesca Fratello – assistente sanitaria – DP ASUR AV4 Anna Rita Pelliccioni – medico del lavoro e igienista Catia Pieroni – TdP – Direttore ADP corso Tecniche della Prevenzione Univpm Renato Rossini – tecnico della prevenzione DP – ASUR AV2 Giuliano Tagliavento – medico del lavoro e igienista Adelchi Vaccaro – medico veterinario L’attuale pandemia ha evidenziato ancora una volta, ed in misura maggiore del
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Claudio M. Maffei – 29 luglio 2020 Premessa Per pilotare la sanità di una Regione c’è bisogno innanzitutto di sapere come funziona, se funziona bene o se funziona male, e dove funziona bene e dove funziona male.  È un po’ questo il tema di questa esercitazione all’interno del nostro corso “avanzato” di politica sanitaria. Quel corso che stiamo costruendo con gli “avanzi” dei tanti post e interventi che faccio sulla sanità pubblica. Ancora una volta il focus è sulla Regione Marche cui noi continuiamo a rivolgere particolare attenzione. Oggi in particolare ci occupiamo di come si usano i dati disponibili
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Claudio M. Maffei  e Gilberto Gentili, 22 luglio 2020 Premessa Nel blog abbiamo già pubblicato la prima puntata del corso “avanzato” di politica sanitaria, un corso fatto con gli avanzi dei vari post ed interventi che mi è capitato di fare sui temi emergenti della sanità. La parola chiave in sanità è “complessità”: occuparsene vuol dire capire dove stanno i problemi principali, individuarne i fattori condizionanti e decidere cosa fare.   Per questa seconda puntata ho scelto il tema della risposta alla cronicità e usato come base un testo preparato in collaborazione con Gilberto Gentili per una audizione che si
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Claudio M. Maffei 20  luglio 2020 Premessa   Se dovessi dare un messaggio ad un politico che volesse occuparsi di sanità gli direi di studiare e di partire da questa semplice considerazione: la sanità è complessa. Se vuoi fare politica sanitaria vera e quindi affrontare in modo progettuale e “serio” i temi della salute (e fare dunque health policy) devi capire che dietro ad ogni problema di sanità pubblica importante ci sono moltissimi fattori di cui farsi carico se quel problema lo si vuole davvero affrontare. Se invece si vuole fare propaganda sanitaria e limitarsi alla ricerca del consenso (health
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Claudio M. Maffei, 19 luglio 2020 Come si fa a capire cosa non va in un sistema socio-sanitario? Ci sono due modi molto semplici che non si escludono tra loro: si ascoltano i cittadini e gli operatori e si guardano i dati. Facile no? E’ come nella attività clinica: ci si fanno raccontare i sintomi e si va alla ricerca dei segni. Per quanto riguarda i dati (e quindi i segni) ci sono  ad esempio quelli forniti da un network a partecipazione volontaria per il  monitoraggio delle performance in sanità cui aderiscono dieci tra Province e Regioni, tra cui le
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